Il DJ svedese Avicii è morto il 20 aprile a Mascate, in Oman: aveva 28 anni e ancora non sono note le cause della morte.

Da qualche anno era diventato uno dei DJ più famosi al mondo per le sue canzoni come “Levels” o “Wake me up”, e per le collaborazioni con alcuni celebri cantanti come Madonna e Chris Martin. Avicii è stato anche uno dei più importanti DJ dell’EDM (musica dance elettronica), dell’electro house e della progressive house.

Nella sua carriera Avicii ha pubblicato in tutto due dischi: True, nel 2013, e Stories, 2015. Soltanto pochi giorni fa il suo EP Avicii (01), uscito nell’agosto del 2017, era stato candidato a un Billboard Music Award. Dopo alcuni anni di grande successo, nel 2016 Avicii decise di smettere di esibirsi dal vivo per concentrarsi sulla composizione e produzione in studio della musica. Della sua decisione parla il documentario Avicii: True Stories, diretto da Levan Tsikurishvili, suo amico e collaboratore per quanto riguarda l’aspetto visivo delle sue esibizioni dal vivo.

Avicii ha tenuto il suo ultimo concerto dal vivo nell’agosto 2016 al Tennent’s Vital Festival di Belfast, in Irlanda del Nord. Aveva detto di volersi ritirare dalle esibizioni dal vivo per problemi di salute e per il troppo stress. In passato aveva infatti sofferto di pancreatite acuta, in parte dovuta all’abuso di alcol. Si era sottoposto a un intervento per la rimozione della cistifellea e dell’appendice nel 2014, e aveva dovuto cancellare i successivi concerti per recuperare. Nel 2013 disse, intervistato da Time: «Bevevo troppo e in generale facevo decisamente troppa festa. Quindi mi forzai a invertire del tutto la rotta e smettere di bere».

 

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