Agli Arcimboldi Lunedi 20

Il nuovo album dei Baustelle è stato uno degli eventi musicali dell’ anno  in un panorama attualmente molto movimentato.

Il nuovo album ha riconfermato la band toscana come un pilastro del nostro pop d’autore più raffinato.

L’annuncio del tour ha innescato una reazione a catena, registrando sold out, inclusa la tappa milanese agli «Arcimboldi» .

A soccorso di tanto entusiasmo e a salvezza degli esclusi, è arrivata una seconda data, martedì 4 aprile.

 

E mentre la band guidata da Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi macina chilometri su e giù per l’Italia.

Si susseguono anche i consensi e le recensioni positive dei primi live per questo «L’amore e la violenza tour».

Dal vivo i Baustelle si presentano in una formazione allargata di otto elementi.

 

Fra percussioni, tastiere e chitarre, accolgono il pubblico nella dimensione intima del teatro con una scenografia vintage ed elegante.

Quasi un salotto dai toni caldi dietro cui campeggia la scritta bianca «Baustelle» a caratteri luminosi anni Settanta.

Fra giochi di luce, neon e penombre dal gusto rétro, la scaletta sciorina 24 canzoni.

Intervallate da una pausa nel mezzo – «non muovetevi, relax» – recita a quel punto una nuova scritta dietro al palco.

Lo Show

Un vero e proprio spettacolo teatrale,  in cui  le due voci, maschile e femminile, sui brani ad alto tasso emotivo.

La prima parte dello show propone l’ultimo disco per intero, partendo con «Love» e «Il Vangelo di Giovanni», passando per il singolo «Amanda Lear» e chiudendo con «L’era dell’acquario» e «Ragazzina».

Nella seconda parte del concerto, largo invece alla produzione precedente, con tanti pezzi ormai cult di una carriera ventennale, come «Charlie fa surf», «Un romantico a Milano» oppure «Le rane».
Con «L’amore e la violenza», settimo lavoro del loro percorso musicale, i Baustelle hanno raggiunto un nuovo picco di maturità artistica.

«Quando penso a questo disco, l’aggettivo che mi viene in mente con più frequenza è “colorato” – ha spiegato  Francesco Bianconi, presentandolo alla stampa -.

Volevamo fare un disco con dentro le canzoni pop che non sentiamo mai alla radio.

Fare un disco di canzoni pop che per una volta, come una volta, non temano di rivelare una propria eccitante complessità.

Questo è forse il nostro disco più libero, da questo punto di vista».

Bianconi ha puntualizzato che si tratta di un album «oscenamente pop», fatto cioè di «musica che non si vergogna di esibire la propria libertà».

Agli Arcimboldi Lunedi 20


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