Coniglioviola Un progetto transmediale

Il nuovo progetto transmediale di  ConiglioViola arriva a Milano con il film Le notti di Tino di Bagdad.

E ’un esperimento post-cinematografico di arte pubblica che combina l’utilizzo di nuove tecnologie, con il recupero di tecniche tradizionali.

 

 

 

Il Programma

Fino sabato primo aprile, nello Studio Museo Francesco Messina e in altre dieci sedi in città ,torna, il duo artistico composto da Brice Coniglio e Andrea Raviola.

ConiglioViola   presenta  un progetto che trasforma lo spazio urbano in un cinema diffuso e  ingaggia il pubblico in una caccia al tesoro.

Il punto di partenza è un’opera letteraria, Le notti di Tino di Baghdad (1907) di Else Lasker-Schüler.

Le fiabe espressioniste orientali della poetessa tedesca sono un piccolo caleidoscopio di contaminazioni inattese: il fascino dell’esotismo e l’esperienza della metropoli moderna, il richiamo delle radici ebraiche e il gusto per la sperimentazione avanguardistica, l’indagine pittorica e il manierismo letterario, il gioco infantile e l’erotismo.

 

 

 

La protagonista è Tino, principessa e poetessa d’Arabia, costretta a rinunciare alla vita per rendere immortale la poesia.

Giocando sulla struttura non lineare del testo,  ConiglioViola ne ha lacerato la trama per dare vita a ventisei episodi autonomi.

Ognuno dei  ventisei episodi  ha ispirato una diversa tavola incisa sul rame e un diverso episodio cinematografico da fruire in realtà aumentata.

Le opere vengono presentate all’interno di piccoli lightbox.

Realizzati in cemento a forma di finestra araba.

Attraverso il proprio smartphone, utilizzando l’app gratuita, si possono osservare le immagini animarsi e ammirare i video realizzati.

Il viaggio può iniziare da qualsiasi punto.

Si tratta di un gioco attraverso il quale bisogna ricostruire una storia e poi condividerla.

L’ultimo invito che gli artisti rivolgono al pubblico è quello di tornare a casa e riscrivere il testo.

Si creerà così una  ricombinazione delle tessere che permetterà di assistere a una moltiplicazione delle narrazioni  e trasformerà lo spettatore in co-autore.

 

L’esperimento non si conclude nel museo ma coinvolge altre dieci sedi in tutta la città di Milano.

Ogni sede  ognuna  ospita una diversa tappa del racconto e lo spettatore  è costretto a spostarsi tra una sede e l’altra.

Gli spazi del museo Messina e gli altri punti in città sono indicati attraverso una mappa sul sito www.tinobagdad.com.

Si va dalla Fabbrica del Vapore a mare culturale urbano, dal Macao al Mercato del Suffragio, dalla Libreria Utopia al Teatro.
Gli spazi del museo Messina  vengono completamente reimmaginati dai due artisti.

Al piano terreno sono esposti, oltre ai lightbox in cemento, il dittico animato di grandi dimensioni Tino und Apollides .

Il cortometraggio

Un cortometraggio di animazione è  proiettato sulla vetrata del museo.
La cripta ospita invece le opere e i manufatti realizzati durante il processo di produzione:

le incisioni su rame, le foto realizzate durante le riprese del film, i disegni preparatori, le maschere di grandi dimensioni.

Infine il documentario che illustra l’intera preparazione del progetto.

L’esperimento  coinvolge altre dieci sedi in tutta la città di Milano ognuna delle quali ospita una diversa tappa del racconto .

Lo spettatore errante è costretto a spostarsi tra gli spazi del museo Messina e gli altri punti in città – indicati attraverso una mappa sul sito www.tinobagdad.com.

Per ricostruire gli episodi di una narrazione che varia con il variare di ogni singolo itinerario: si va dalla Fabbrica del vapore a mare culturale urbano, dal Macao al Mercato del Suffragio, dalla Libreria Utopia al Teatro i 


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