Dado Moroni & Luigi Tessarello Al Blue Note il 2 Marzo

Suonare il jazz, è come raccontare una storia

Un viaggio virtuale nel magico repertorio dell’American Songbook.

Dado e Luigi interpretano le composizioni più belle e indimenticabili di personaggi come George Gershwin, Duke Ellington, Richard Rodgers, Jerome Kern, Irving Berlin…

Composizioni filtrate attraverso le personali esperienze per un mix fresco, attuale e soprattutto imprevedibile come nella migliore tradizione dell’improvvisazione jazzistica.

La musica Jazz ha sempre presentato formazioni insolite: sin dagli anni ’20 alcune eccezioni segnano la storia come, ad esempio, il duetto Louis Armstrong-Earl Hines (tromba-piano).

La collaborazione tra Duke Ellington e Jimmy Blanton (piano-contrabbasso), il duo del pianista/chitarrista Slim Gaillard col bassista Slam Stewart…

Nel 1962 il chitarrista Jim Hall e il pianista Bill Evans si ritrovano in studio per registrare un album meraviglioso e storico, Undercurrent, segnato da un’essenzialità, una leggerezza e un’eleganza uniche, per poi ripetere l’esperienza nel 1966 con Intermodulation.

La drammatica scomparsa di Jim Hall ha creato l’ispirazione per realizzare la nostra unione.

Il concerto

Dado Moroni, pianista di sensibilità e competenza, grande ammiratore e conoscitore della chitarra jazz e Luigi Tessarollo, profondo estimatore del grande Jim Hall.

Durante il concerto, offrono, in un contesto attuale e personale, la loro concezione  del rapporto tra i due strumenti, basato sulla qualità e l’intensità del messaggio musicale.

Pianoforte e Chitarra potrebbero sembrare in contrasto tra loro poiché ricoprono lo stesso ruolo armonico.

Ma se a suonarli sono due musicisti altruisti che sanno ascoltarsi, i due strumenti diventano l’uno al servizio dell’altro.

Dado e Luigi  mostrano come si possano ottenere infinite possibilità di interplay coniugandole ad una carica di swing decisa pur senza sezione ritmica, in un dialogo di “corde parlanti” (Talking Strings).

Strumenti  in grado di coinvolgere, trascinare e assorbire l’ascoltatore

Suonare il jazz, è come raccontare una storia” scriveva nel suo romanzo Billiard Blues, Maxence Fermine.

 

Una volta svanita la musica e finito il pezzo, deve restare solo felicitàAltrimenti non serve a niente. Veramente a niente!”

E’ questa è la frase che i due musicisti hanno voluto comparisse a corredo del loro lavoro.

AL BLUE NOTE IL 2 MARZO


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: