«Se dai da mangiare ai tuoi clienti, restano di più, parlano dei loro possibili acquisti, prendono una decisione sul posto prima di lasciare lo store. È stata questa l’intuizione all’inizio» racconta appunto Ingvar Kamprad, colui che diede vita al primo punto ristoro nel 1958.

Pensavate che le famose polpette Ikea, inventate da Ingvar Kamprad fossero in rovina? Be’, vi sbagliavate di grosso. Parliamo precisamente, dei ritrovamenti di alcune partite di carne equina anni fa nella loro carne europea; tuttavia, non sono ancora riusciti a far fallire il loro mercato e l’inimitabile gusto. Anzi, negli ultimi tempi, le “Kottbullar” stanno aumentando non poco le entrate del colosso svedese.

La nascita “spontanea” di una catena culinaria

«Abbiamo sempre definito le polpette il migliore venditore di divani» ha sottolineato Gerd Diewald, della sezione Food dell’azienda svedese, durante un’intervista rilasciata alla rivista americana Fast Company; ed in effetti, le polpette attirano in Ikea molti clienti. Dapprima spendono in prelibate cibarie, e poi alcuni aumentano i fatturati sui mobili: un colpaccio.

Contate solo che nel 2016, i soli coni gelato alla panna tra bambini, fidanzati seccati e i più golosi hanno fruttato ben 1,8 miliardi di dollari; ben il 5%, dei 36,5 miliardi registrati nel 2016. Il 30% dei clienti, entra in Ikea solo per mangiare cibo tipico svedese o locale, ed esce soddisfatto.

Il successo dei ristoranti temporay è stato grande, a Parigi ed a Milano durante Expo; dunque, ora la grande decisione è presa: Ikea, rivoluzionerà il suo cibo. Nulla è ancora sicuro su luoghi e date ufficiali… ma di sicuro, anche a Milano city ci sarà una pioggia di polpette.

La società comincerà la marcia del cibo al di fuori dei suoi maxi store di mobili, aprendo veri e propri ristoranti in locali adiacenti ma separati; questa notizia “polpettosa” di sicuro farà solo sorridere molti clienti.

Autore

Dennis

 

 


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