Rabboccare bottiglie delle migliori marche con alcolici di qualità nettamente inferiore o con prodotti scadenti è una prassi molto antica che nell’ultimo periodo è in notevole ascesa. Gli imprenditori sembrano incuriositi e attratti dal guadagno facile derivante dalla vendita di alcolici sottomarca spacciati per autentici.

  • Un semplice travaso e le jeux sont fait

Quanti di voi sarebbero in grado di riconoscere la differenza tra un alcolico sottomarca e uno autentico? Probabilmente pochi. Ed è proprio questo che rende questa “truffa” particolarmente semplice: basta travasare l’alcolico sottomarca acquistato per pochi euro nella bottiglia vuota di una nota marca, e il gioco è fatto. I clienti, spesso giovanissimi, non saranno in grado di apprezzare la differenza, specie se l’alcolico sottomarca è miscelato ad altre componenti, come la cola o l’acqua tonica. Ciò non solo è sbagliato dal punto di vista etico: sostituire alla ricetta originale di un drink ingredienti scadenti per poi farlo pagare come uno orginale non è di certo corretto. Ma addirittura potrebbe essere pericoloso a livello sanitario: alterare la qualità di un alimento, nei casi più estremi, potrebbe renderlo nocivo per la salute.


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