Fino al 28 aprile 2017

Oliviero Toscani Presso Whitelight  Art Gallery, Copernico Milano Centrale, una mostra che celebra la carriera .

Tra i lavori in mostra il famoso Bacio tra prete e suora del 1991, i Tre Cuori White/Black/Yellow del 1996, No-Anorexia del 2007 e decine di altri.

L’artista

Nato a  Milano nel 1942 figlio d’arte studia fotografia a Zurigo in una grande scuola la Kunstgewerbeschule. Lì impara la teoria del colore, la tecnica e la composizione.

Si diploma nel 1965: gli anni della frattura con il vecchio mondo, gli anni dei Beatles e degli Stones, della minigonna e delle contestazioni.

Oliviero Toscani immortala, con la sua macchina fotografica gli, eventi salienti che contraddistinguono la sua generazione.

Nel 1970 si trasferisce  a New York e frequenta la Factory di Andy Warhol, con cui diventa amico.

Frequenta i protagonisti  della scena musicale e creativa di allora: Mick Jagger, Joe Cocker, Alice Cooper, Lou Reed.

Il suo primo grande scandalo è del 1973:

fotografa in primissimo piano il fondoschiena di Donna Jordan con i jeans Jesus con sopra lo slogan “Chi mi ama, mi segua”.

Il manifesto fa il giro del mondo e le polemiche infuriano come mai prima era successo intorno a una pubblicità.

 

Oliviero Toscani e la moda 

Gli anni ‘70 sono quelli che lo vedono come forza creativa dietro i più grandi giornali e marchi di tutto il mondo: Vogue, Harpe’s Bazaar, GQ, Elle.

E poi Missoni, Valentino, Armani, Esprit, Prenatal e soprattutto Elio Fiorucci, il vero innovatore della moda  mondiale.

Nel 1982 avviene l’incontro che cambia il mondo della comunicazione: Toscani inizia a realizzare le campagne per Benetton.

Con Benetton darà vita a una serie che ognuno di noi ha ben stampata nella mente.

Inventano il marchio United Colors Of Benetton, quel rettangolino verde che sarà posto sulle fotografie che scuoteranno le coscienze del mondo.

La moda e la provocazione 

Anziché usare foto di moda, Toscani con le campagne Benetton parla di razzismo, fame nel mondo, AIDS, religione, guerra, violenza, sesso, pena di morte.

In quegli anni attira  pesantissime accuse, quelle di sfruttare i problemi del mondo per fare pubblicità ai maglioni.

È l’esatto contrario: Toscani usa il mezzo pubblicitario per parlare dei problemi del mondo.

Nel 2007 per la settimana della moda  lancia una campagna con la fotografia di una ragazza anoressica completamente nuda.

La foto  mostra i segni distruttivi della malattia che le case di abbigliamento invece sfruttano.

Alla Whitelight Art Gallery dello spazio Copernico di Milano le  immagini che raccontano la storia di  una vita incredibile.

 


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