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Centro Culturale Ikeda di Milano per la pace

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Inaugurato nell’ottobre 2014, il Il progetto per il “Centro Culturale Ikeda per la pace”, il più grande centro buddista d’Europa, riflette una relazione coerente, fra storia e contemporaneità, in un territorio segnato da forti connotazioni insediative e delle trasformazioni nel territorio: da un lato, il complesso monumentale Guardia di Sopra, composto da una importante villa storica, con gli edifici accessori annessi (come le strutture per stalle e scuderie) a formare un’ampia corte di rilevante suggestione paesaggistica ed architettonica; dall’altro, la nuova realizzazione di una grande sala auditorium e luogo di culto, che si colloca longitudinalmente a traguardare una tensione visiva verso il grande spazio della corte e le architetture storiche.
Il corso d’acqua del Naviglio Grande, un segno territoriale eloquente, e la strada carrabile – che ne raddoppia la linearità – lambiscono il complesso, lasciando scorrere la visuale fra il portale d’ingresso alle architetture storiche, la muratura delle antiche scuderie e la nuova sala, con la vasta superficie aperta a parco, che si interpone a correlare le due parti del complesso.

Il restauro conservativo delle porzioni storiche si esplicita nell’equilibrato rapporto fra insieme e dettaglio: il consolidamento degli intonaci storici, con l’integrazione differenziata delle lacune, ed il ripristino della zoccolatura in beola e delle inferriate sono esempi di un’attenta elaborazione, nel confronto collaborativo e fattivo con la Sovrintendenza di Milano. All’interno della porzione storica del complesso, la villa viene destinata alle sale di rappresentanza e all’ospitalità, che ne valorizzano il carattere aulico; le ali del complesso, edifici di carattere accessorio, accolgono ulteriori sale pubbliche, luoghi d’incontro, confronto e studio.

L’architettura della grande sala/auditorium/luogo di culto diviene il polo della contemporaneità: una visione culturale integrata, d’alto valore simbolico nella relazione innovativa e di civiltà, nel colloquio fra cultura e religione, nei valori di convivenza e di pace, che si rendono operanti e propulsivi nel Centro. Geometria d’immediata percezione, nella pianta romboidale e soprattutto nel volume prismatico che si erge nel segno dell’equilibrio e della capacità di indicare un luogo d’intensità emotiva e culturale. Il volume della sala, a doppio involucro, è rivestito all’esterno di lamine in alluminio dorato e all’interno da listelli in legno.

Il confronto fra tradizione e contemporaneità persegue l’interrelazione fra simbologie antiche (i concetti di trasformazione e di vitalità) e concretezze architettoniche di contemporaneità, egualmente dense di significato simbolico, nell’introdurre sensibilità nel rapporto con la natura e nella gestione delle risorse. Uno specchio d’acqua, solcato da passerelle d’accesso, attornia la grande sala: valori incrociati, fra rispecchiamento visivo, fluidità d’immagini e sensazioni, integrazione alla natura, contemplazione, simbologia immediata d’un elemento vitale e di una risorsa importante. Sul prospetto orientato ad est, la vasta vetrata senza serramenti, rilevante apertura dell’edificio in antitesi alle facciate per lo più chiuse nel rivestimento metallico, apre la prospettiva sull’asse longitudinale verso la porzione storica del complesso, in una correlazione intima fra concentrazione e luminosità morbidamente diffusa.

Al lato ovest della sala, opposto alla vetrata, il palco costituisce il luogo dove si dirige la riflessione meditativa e il luogo dove è possibile accogliere gli attori di eventi pubblici culturali. Al prospetto nord si dispongono volumi vetrati per il foyer e l’ingresso alla sala, con le attrezzature di supporto alla sala. Un porticato d’essenziale geometria forma la prima parte della connessione verso la parte storica del complesso, poi semplice collegamento lastricato: un invito a percorrere – non solo simbolicamente – una via di conoscenza.

Indirizzo: Via Marchesi, 9

Scritto da: Radio E20 Milano


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