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Se esci di casa sei semplicemente uno Str**zo!

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4 mesi fa

“Quando mi hanno intubato ho pensato a quella corsa”, questo è quanto potete leggere sui cartelloni voluti da Truzzu. L’opposizione: “Offensivi per le vittime, la città non li merita”. In Sardegna casi soprattutto in ospedale, indagini delle procure e critiche alla censura del presidente Solinas.

Ci sono ancora molte discussioni riguardo la comunicazione sull’emergenza coronavirus in Sardegna. Sui social è scoppiata una polemica contro i manifesti fatti affiggere a cagliari dal sindaco, Paolo Truzzu.

I cartelloni sono stati affissi su strade di grande percorrenza della città con frasi come queste: “Quando hanno intubato mio padre ho ripensato a quella passeggiata che dovevo evitare”; “Meno usciamo, prima ne usciamo; “Quando hanno portato mia madre in ospedale, ho capito che dovevo rinunciare alla corsa”, o ancora “Quando mio figlio è stato contagiato, ho capito che dovevo rinunciare a quella spesa inutile”. I primi a segnalare i cartelloni del sindaco sono stati gli esponenti dell’opposizione di centrosinistra “Chiediamo che il sindaco faccia rimuovere immediatamente i manifesti e si faccia promotore di una campagna informativa istituzionale semplice e diretta. I cittadini hanno bisogno di una comunicazione seria e trasparente, non di terrorismo. La cittadinanza di Cagliari non se lo merita”, scrivono in una nota. E c’è chi ha colto l’occasione al balzo per fare manifesti finti, sui social, per attaccare la censura regionale.

Tra chi scrive sui social c’è chi approva l’iniziativa e chi sottolinea: “A parte il fatto che in Sardegna la maggior parte dei contagi è avvenuta negli ospedali, questi cartelloni sono veramente ignobili, e non mostrano alcun rispetto per le famiglie che hanno perso i loro cari. Senza aggiungere che la città è pressoché deserta. Che pena”.

La Sardegna conta a ieri 395 casi accertati di coronavirus e undici decessi, ma i contagi hanno portato alla chiusura di interi reparti ospedalieri, come a Sassari, dove i pm indagano per omicidio colposo e epidemia colposa per capire cosa non ha funzionato nella gestione dei protocolli approntati per tenere il più possibile il virus lontano dai reparti da alcuni reparti ospedalieri. Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati, ma i magistrati vogliono fare luce su come sia stato possibile che la maggior parte dei positivi in Sardegna siano operatori sanitari, pazienti o persone transitate al Santissima Annunziata di Sassari, in particolare dal reparto di Cardiologia, diventato epicentro della diffusione nell’isola. Il primo fascicolo aperto è relativo alla morte del primo paziente contagiato in Cardiologia mentre il secondo si riferisce alla situazione nel reparto Dialisi, dove i familiari dei pazienti hanno denunciato di essere stati abbandonati.

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